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Classifica campionato di Serie A
Squadra Pti Squadra Pti
Inter 64 Torino 38
Napoli 61 Genoa 35
Atalanta 58 Como 30
Bologna 56 Verona 29
JUVENTUS 55 Cagliari 26
Roma 52 Parma 25
Lazio 51 Lecce 25
Fiorentina 48 Empoli 23
Milan 47 Venezia 20
Udinese 40 Monza 15
Classifica completa, risultati, calendario
Le prossime gare in calendario
Data/Ora Cmp Partita
06.04 20:45 A Roma-Juventus
12.04 20:45 A Juventus-Lecce
21.04 20:45 A Parma-Juventus
27.04 15:00 A Juventus-Monza
04.05 15:00 A Bologna-Juventus
11.05 15:00 A Lazio-Juventus
18.05 15:00 A Juventus-Udinese
25.05 15:00 A Venezia-Juventus
19.06 03:00 Mon Al-Ain-Juventus
22.06 18:00 Mon Juventus-Wydad
Calendario completo
Tutte le partite ufficiali della stagione
G. Pti Vit Par Sco Fat Sub  
23 44 12 8 3 37 20 C
19 30 7 9 3 26 20 F
1 0 0 0 1 1 2 N
43 74 19 17 7 64 42 T
Ultime 10 gare ufficiali
Data Cmp Partita Ris
07.02 A Como-Juventus 1-2
11.02 CL Juventus-PSV Eindhoven 2-1
16.02 A Juventus-Inter 1-0
19.02 CL PSV Eindhoven-Juventus 3-1
23.02 A Cagliari-Juventus 0-1
26.02 Ita Juventus-Empoli 1-1
03.03 A Juventus-Verona 2-0
09.03 A Juventus-Atalanta 0-4
16.03 A Fiorentina-Juventus 3-0
29.03 A Juventus-Genoa 1-0
Punti 19 - Vinte 6 - Pari 1 - Perse 3
Gol fatti 11 - Gol subiti 13 - Vedi tabellini
Tutte le partite ufficiali della stagione
M Giocatore Pre Min Pan Gol
10 Yildiz 42 2832 10 7
4 Gatti F. 40 3203 7 1
5 Locatelli M. 40 3027 7 -
19 Thuram K. 40 2476 14 4
8 Koopmeiners 38 2765 6 3
16 McKennie 36 2559 10 5
29 Di Gregorio 1 35 3149 7 -34
27 Cambiaso 35 2487 9 2
9 Vlahovic 35 2353 11 14
22 Weah 34 1964 15 6
15 Kalulu 33 2651 6 1
37 Savona 31 2018 15 2
7 Conceiçao 1 31 1765 15 5
51 Mbangula 30 1075 32 4
11 Nico Gonzalez 27 1639 7 3
26 Douglas Luiz 22 794 19 -
21 Fagioli 22 773 26 -
6 Danilo 1 16 809 15 -
20 Kolo Muani 11 884 2 5
1 Perin 9 750 35 -8
6 Kelly 9 743 2 -
32 Cabal 9 618 8 -
3 Bremer 8 636 - -
12 Renato Veiga 7 521 1 -
40 Rouhi 6 208 36 -
17 Adzic 5 55 25 -
2 Alberto Costa 4 102 11 -
44 Pugno 1 6 2 -
36 Anghelè 1 5 1 -
23 Pinsoglio 0 - 43 -
41 Gil Puche 0 - 3 -
43 Owusu 0 - 2 -
46 Pagnucco 0 - 2 -
38 Daffara 0 - 1 -
42 Montero A. 0 - 1 -
45 Papadopoulos 0 - 1 -
48 Pietrelli 0 - 1 -
47 Rizzo 0 - 1 -
18 Arthur 0 - - -
39 Barbieri 0 - - -
46 Comenencia 0 - - -
44 Gonzalez 0 - - -
48 Hasa 0 - - -
14 Milik 0 - - -
20 Miretti 0 - - -
43 Muharemovic 0 - - -
41 Nicolussi 0 - - -
- Pogba 0 - - -
49 Sekulov 0 - - -
18 Soulé 0 - - -
33 Tiago Djalò 0 - - -
Contributo reparti in fase realizzativa
Difesa 6 - Centrocampo 22 - Attacco 34
Altre statistiche
Giocatori utilizzati 29 (almeno 1 pres.)
Giocatori in gol 14 (48,28%)
Rigori segnati 6 - Sbagliati 0 - Parati 1
Ammonizioni 69 (21 giocatori)
Espulsioni 3 (3 giocatori)
Tutte le statistiche
La Juventus dal 1900 ad oggi
Gare ufficiali   Serie A
4.606 Giocate 3.106
2.519 (54,69%) Vittorie 1.707 (54,96%)
1.182 (25,66%) Pareggi 843 (27,14%)
905 (19,65%) Sconfitte 556 (17,90%)
8.230 Fatti 5.403
4.489 Subiti 2.931
C. Europee   Era 3 pti (uff.)
518 Giocate 1.584
283 (54,63%) Vittorie 938 (59,22%)
115 (22,20%) Pareggi 379 (23,93%)
120 (23,17%) Sconfitte 267 (16,86%)
876 Fatti 2.773
478 Subiti 1.408
Tutti i numeri della Juventus
Top 10 - All Time (gare ufficiali)
Presenze Gol fatti
705 Del Piero 290 Del Piero
685 Buffon 179 Boniperti G.
561 Chiellini 178 Bettega R.
552 Scirea 171 Trezeguet
528 Furino 167 Sivori
502 Bonucci 158 Borel F.
482 Bettega R. 130 Anastasi
476 Zoff 124 Hansen J.
459 Boniperti G. 115 Baggio R.
450 Salvadore 115 Dybala
Classifiche complete
Top 10 - Rosa attuale (gare ufficiali)
Presenze Gol fatti
172 Locatelli M. 55 Vlahovic
170 McKennie 18 McKennie
136 Vlahovic 17 Milik
103 Gatti F. 11 Yildiz
91 Bremer 8 Bremer
75 Milik 7 Gatti F.
74 Cambiaso 7 Weah
74 Yildiz 5 Cambiaso
69 Weah 5 Conceiçao
56 Perin 5 Kolo Muani
Classifiche complete
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Pubblicato il 04.03.2025

Intervista a Victor D'Agostino - di Emanuele Confalonieri

di Juworld.NET
Ciao Victor, non sai che piacere poter parlare con te dopo tanto tempo a cercarti!

Ti ringrazio molto Emanuele per questa opportunita' che mi permette di far riaffiorare tanti ricordi della mia gioventu'.
Sinceramente, mai avrei creduto che qualche juventino si potesse ricordare di me, ne di dover raccontare la mia storia a qualcun'altro, per cui tante grazie.
Ci sono diverse cose dolorose da ricordare ma lo faccio volentieri e penso possa essere anche terapeutico.



Ti ho cercato per tanto, finche ho' pensato fossi morto. Ero' gia' pronto a mandarti un fiore.

Ah ah ah ah, per fortuna sono in formissima e curo molto la mia salute.



Allora Victor, a ruota libera raccontaci un po di te.
Sono Victor Salvador D'Agostino, nato a Rosario il 19 Ottobre 1965.
Ho, come tanti argentini, origini italiane: la mia bisnonna e il mio bisnonno paterno erano di Enna, Sicilia.
Sono cresciuto in una famiglia semplice e molto unita, a cui non e' mai mancato nulla.
Gurdando ai miei primi ricordi, rivedo sempre il pallone: ci giocavo da sempre e in ogni momento libero, insieme ai miei amici.
A 12 anni ho scoperto di avere il diabete di tipo 1, cosi ho dovuto imparare a farmi le siringhe di insulina da solo, senza alcun problema.
Ci stavo molto attento e non mi e' mai successo nulla.
Ho sempre preferito giocare a calcio che guardarlo e non andavo spesso allo stadio, nonostante mio padre avesse un palco nello stadio del Newell's.
Sono diventato piu' tifoso da adulto, innamorandomi di Messi a cui devo tanto anche umanamente, per una storia che vi raccontero' piu avanti.
Ricordo comunque molto bene il mondiale del 1978, amavo Kempes e facemmo una grande festa.



I primi calci: Renato Cesarini

Ho cominciato a giocare nei pulcini del Villa del parque e del Paolo sesto, delle piccole squadra di Rosario oggi scomparse, poi verso a 10 anni ho fatto il passo importante firmando per il neonato Renato Cesarini, del presidente Solari.
Era il 1975 e ricordo che la prova avvenne su un campo di terra senza nemmeno le porte.
Gli sono bastati 10 minuti per convincerlo e mi convoco' al giorno seguente, dove un bus ci ha portato in un altro campo in cui abbiamo fatto la prima partita tra di noi.
Ho fatto tutta la trafila del Renato Cesarini, come succedera' in futuro a campioni internazionali del calibro di Mascherano, Guglielminpietro e De Michelis.
Mentre io ero nelle giovanili, la prima squadra ha iniziato la sua scalata nel torneo nazionale, riuscendo anche a vincere la liga rosarina nel 1978 e nel 1979, interrompendo il dominio di Newells e Rosario Central.
Nel 1981 a 16 anni mi si aprirono le porte della prima squadra.
Ho partecipato a una tournee in Colombia in cui ho affrontato l'Union Magdalena del giovanissimo Valderrama.
Giocammo di notte per il caldo e credo che termino' 1a1.
Ho giocato con Renato Cesarini nei due nacional del 1981 e 1982 ed ero titolare a 16 anni.
La partita piu' incredibile fu vincere nello stadio del Racing nel 1983.
Una volta e' venuto a vederci l'allenatore della nazionale Carlos Bilardo, contro il San Martin de Tucuman.



Newell's Old Boys

Gioco ottime partite, cosi nel 1985 mi compra il Newells di Jorge Grifa, dove purtroppo, per alcuni problemi personali, non sono riuscito ad esprimermi al massimo.
Mi allenavo con i titolari ma giocavo solamente nella squadra riserve (insieme a futuri campioni come Balbo e Sensini) senza mai riuscire a debuttare in prima squadra.
Mi sono comunque preso la soddisfazione di giocare nel Monumental e nella Bombonera gremiti di tifosi, visto che giocavamo subito prima delle prime squadre.
Fu il primo momento difficile della mia carriera e pensai addirittura di smettere.



Expreso del Trebol

Fu allora che il mio amico Carlos Ramacciotti, per la prima volta, mi ha salvato dall'abisso e mi ha portato con se nel Expreso del Trebol, nella Liga San Martin, citta' El Trebol.
Vincemmo subito i titoli del 1986 e 1987 e con l'aiuto di Ramaciotti, un passo alla volta mi recuperai mentalmente e fisicamente.
Giocavo come sempre da ala e ho fatto ottime stagioni.
Ancora oggi i tifosi locali si ricordano di quella squadra e qualche anno fa sono stato invitato a una riunione per celebrare i due tornei consecutivi che abbiamo vinto.



Breve ritorno al Renato Cesarini

Una volta recuperato, mi chiama Solari, il presidente del Renato Cesarini.
Andammo in Italia per il torneo Carlin Boys e feci una bella figura.
Fu li che entro' in gioco una persona importantissima per la mia vita: Omar Sivori.
El cabezon mi vide giocare, rimase impressionato, si mise d'accordo con il presidente Solari e mi porto' con se' alla Viterbese, di cui era presidente, nel gennaio 1988.
Con solo 22 anni mi si sono aperte le porte dell'Europa.



Viterbese

Nel gennaio del 1988 andai a Viterbo da solo, diventai subito titolare fino alla fine della stagione e imparai decentemente l'italiano.
Mi sono impegnato tanto e devo dire che non mi costo' molto abituarmi al calcio italiano, anche se diverso da quello argentino, piu' tattico e difensivo.
I compagni mi coccolarono e mi vollero bene fin da subito, ho dei bellissimi ricordi.
Marino Febbrero dira' in seguito che ero “di un'altra categoria”.
Il 4 giugno 1988 venne il Milan a giocare in amichevole e diedi filo da torcere a Costacurta (comunque perdemmo 6 a 1 ahahah) Sacchi parlo' molto bene di me a Sivori, tanto che si ricordera' di me ancora qualche settimana dopo...



Juventus

Tre giorni dopo il Milan fu la volta della Juventus, sempre a Viterbo, il 7 giugno 1988.
Giocai un'altra buona partita e tornai direttamente in pullman con loro, direzione Torino, dove sarei stato in prova per qualche amichevole.
Inizio' il periodo piu' bello e magico della mia vita, che ancora oggi rimpiango moltissimo.
La Juve mi mise in un hotel di lusso per i 15 giorni in cui sono stato a Torino.
Faceva molto caldo e mi sembrava di vivere un sogno, mi costava crederlo.
I miei genitori intanto si preoccupavano moltissimo nonostante fossi al sicuro in uno dei club piu grandi del mondo, mia madre divenne addirittura ipertesa.
A volte veniva a prendermi il pullman della squadra, a volte compagni come Bruno e Cabrini.
In squadra mancavano soltanto Laudrup, De Agostini e Tacconi impegnati con l'europeo e Rush gia tornato a Liverpool.
Notai subito che alla Juventus c'era uno spogliatoio quasi militare per organizzazione e rigidita', ma al tempo stesso se ti comportavi bene ti trattavano come una famiglia e ti proteggevano e aiutavano in qualsiasi situazione.
Passare dall'Interregionale alla Juve non e' stato facile, il salto era enorme, ma mi aiutarono tutti, dandomi consigli che mi servirono anche nel resto della mia vita.
Giocai tre amichevoli contro Asti, Venezia e Albese nel giugno 1988, tutte con la maglia numero 7 e senza essere mai sostituito.
Contro l'Asti feci anche gol, in pallonetto, ricevendo i complimenti di Cabrini e Mauro, che dopo la partita contro il Venezia mi regalo' la sua maglia che ancora oggi custodisco.
Di Cabrini ricordo l'umilta', era davvero gentile con tutti compresi i giovani.
Bruno era il ragazzo che piu' mi stette vicino, ma ho un ricordo bellissimo anche di Tricella, Bodini e Brio.
Vignola era il piu forte di tutti, che tecnica: anche senza Platini era uno squadrone.
Passarono 2 settimane e la Juve mi disse che credeva tantissimo in me ma che era importante che io facessi esperienza in prestito in un club minore prima di essere integrato in rosa a tutti gli effetti.
Anche a me sembrava una cosa sensata, cosi con Sivori ci recammo alla sede del calciomercato dove accettammo l'offerta del prestito a Catania, in c1.
Quando ce ne stavamo andando nella macchina di Sivori, ci si affianca un'altra macchina.
Era Arrigo Sacchi che saluta Omar, mi riconosce e gli dice “Cosa fate qua?" e Omar "Lo abbiamo mandato in prestito al Catania". Arrigo mi fece gli auguri e ci salutammo.



Mese di vacaza e incontro speciale

Prima di andare a Catania avevo un mese libero.
Feci un giretto al nord Italia con un amico e poi tornai a Viterbo, dove in quei mesi ero diventato amico di un personaggio particolarissimo.
Era argentino, si chiamava Enzo Farias ed era stato il portiere del Cebollitas, la primissima squadra di Maradona da ragazzino.
Gli dissi che ero in vacanza e volevo conoscere Pompei, cosi ci andammo.
Al ritorno Farias fece un numero incredibile e si fermo' a Napoli, dove suono' il citofono a Maradona, come fosse una cosa normale.
Usci' dal balcone la moglie Claudia che gli disse che il Diego stava uscendo proprio in quel momento.
Ci giriamo e vediamo Diego con un un macchinone, che lo vede, lo riconosce immediatamente scende dalla macchina e lo abbraccia estremamente sorpreso.
Farias mi presenta, e chiacchieriamo amichevolmente per un buon quarto d'ora, poi Diego ci saluta amichevolmente e ci dice di lasciare il numero a Claudia, che ci avrebbe richiamato.
Salutiamo Diego (con cui per l'emozione non mi ricordai nemmeno di fare una foto!) e tornammo a Viterbo, dove io recuperai le cose per andare a Catania.



Catania

Sono arrivato al Catania motivatissimo, anche se mi sono presentato con il cappellino “FORZA JUVE” facendo alzare piu' di una sopracciglia.
Vivevo in un hotel 5 stelle pagato dalla societa', pasti compresi con pesce freschissimo.
In una delle prima partite ho avuto un piccolo infortunio, che il fisioterapista Angelo Finocchiaro mi ha saputo curare egregiamente.
Diventammo subito amici inseparabili e passai con lui quasi tutto il mio tempo libero.
La gente locale era buona ma anche appassionata, molto simile a quella argentina.
Era un periodo molto difficile per il discorso della mafia e Angelo mi diceva sempre di fare attenzione con chiunque parlassi, visto che ogni giorno c'erano dei morti e di stare tranquillo anche con le ragazze perche' non sapevi mai con chi fossero affiliate.
Una volta eravamo con Angelo in un bar quando entrarono quattro poliziotti che ci puntarono la pistola addosso.
In verita' cercavamo quello seduto a fianco a noi sul bancone, che corre via ma viene comunque catturato.
Il giorno dopo scopriamo dai giornali che era uno dei mafiosi piu ricercati, seduto proprio a fianco a noi.
Dal punto di vista sportivo la squadra non era male ma facemmo un campionato mediocre.
Feci amicizia soprattutto con Di Napoli, Tarantino (era giovanissimo e gia' fortissimo e lo aspettava un'ottima carriera) e Di Dio.
D'Ottavio era l'idolo dei tifosi, Marini era molto forte, ma Scienza era di un'altra categoria.
Personalmente ebbi una buona relazione con entrambi gli allenatori Pace e Russo.
Nella prima parte della stagione ho giocato solo partite amichevoli, ma stavo andando bene e mi dissero che l'esordio si stava avvicinando.
I primi di Dicembre, purtroppo successe il fatto che cambio' per sempre la mia vita, fino ad allora felice e piena di sogni e speranze.
Il Coni comunico' a me e al Catania che non avevo piu' l'idoneita' da calciatore per via del diabete melito.
Per me fu uno shock totale, stavo benissimo ma all'improvviso non avrei potuto piu' giocare nemmeno un'amichevole.
E' stata di gran lunga la cosa peggiore che mi e' successa nella vita e ancora oggi parlarne mi fa tanto tanto male.
Dopo lo shock, qualcuno mi ha proposto di fare causa al Coni, ma non ero nelle condizioni di farlo.
Ho rescisso anche il contratto con la juve.
Rimasi a Catania, depresso e senza motivazioni, ma continuai ad allenarmi.
Andavamo male e in un giorno di primavera c'e' stata una protesta dei tifosi fuori dal Cibali e io sono uscito per andare a calmarli.
Ci riuscii e dissero che avevano un grande rispetto per me, questa e' l'unica cosa che ricordo di quella primavera molto ma molto difficile.
Rimasi a Catania fino alla fine della stagione, poi, confuso, decisi di ritornare alla Viterbese di Sivori.
Li potevo continuare a giocare, visto che il Coni controllava solo le prime tre serie del calcio italiano.
Sono tornato a Viterbo i primi giorni di giugno del 1989, esattamente un anno dopo le amichevoli con Milan e Juventus,ma con un uomore opposto, senza piu sogni ne speranze.



Ritorno alla Viterbese

Il ritorno alla Viterbese ma fu un disastro annunciato.
C'era ancora Sivori, ma duro' molto poco, stufo delle pretese dei calciatori che chiedevano aumento di premi e stipendi in continuazione.
Dopo forse un mese se ne ando', ancora prima di iniziare la stagione.
Arrivo' Annibaldi, ricco proprietario di vari concessionari di auto di lusso.
All'inizio era simpatico, mi disse che voleva fare di me la stella della squadra e mi porto' con se in vacanza in Spagna per tre settimane.
Andammo a Madrid, Siviglia e nella sua finca e mi fece bene tornare a sentire benvoluto, dopo tutto quello che avevo passato.
Inizia la stagione, e verso meta' durante una delle mie sgaloppate, sentii un dolore lancinante al muscolo: mi ero strappato.
I medici di Viterbo non hanno riconosciuto l'entita' della lesione, tanto che mi recuperero' solo vari anni piu' tardi, in Argentina.
Non solo non ho piu' potuto giocare, ma avevo male anche a camminare e mi chiusi in casa per un mese.
Dopo vari mesi che ero fermo, il presidente mostro' la sua vera natura e divento' arrogante, accusandomi addirittura di essermi fatto male apposta per non giocare.
La verita' e' che era molto attaccato ai soldi e gli dava fastidio pagarmi da infortunato.
Ero molto famoso e benvoluto in citta' e avevo anche la stampa a favore.
C'era un bar sotto casa in cui avevo tanti amici ma davvero non mi sentivo piu' a mio agio a Viterbo, sentivo che il mio tempo era finito.
Avevo anche una fidanzata, si chiamava Arianna e le volevo molto bene, ma dentro di me qualcosa si era rotto.
Nel gennaio del 1991 inizia la guerra del Golfo.
Un mio caro amico ed ex compagno al Renato Cesarini, Ruben Plaino, stava giocando proprio la in Israele, nelle file del Maccabi.
Appena inizio' il conflitto e il governo argentino mando' un aereo Hercules per riscattare i suoi (pochi) cittadini che vivevano da quelle parti.
Ruben e la moglie sono cosi' atterrati a Roma, dove sono andato io a prenderli: ci salutammo tra le lacrime, filmati dalla televisione argentina.
Sono rimasti due mesi nel mio appartamento di Viterbo e la nostra compagnia fu molto utile per tirarci su il morale a vicenda.
Dopo qualche mese e' tornato in Israele dove avrebbe giocato ancora per due anni.
Alla fine del 1991 ho rescisso il contratto che mi legava alla Viterbese e sono rimasto libero.



Villanova

Questa e' la parte della carriera che mi ricordo di meno, l'ultima del mio sogno in Italia.
Qualcuno mi suggeri' di provare con il Villanova, una piccola squadra di quartiere di Viterbo, che giocava in Prima Categoria.
Era come giocare a calcetto con gli amici, ci si allenava due volte, il martedi e il giovedi.
Mi pagavano proprio una miseria, sono forse rimasto un mese, avro' giocato 3 partite e ho lasciato il club.



Ultimo periodo in Italia

Ho passato l'ultimo anno e mezzo in Italia molto molto triste.
Con Arianna abbiamo vissuto prima a Viterbo e poi al nord, a Saronno, dove aveva degli amici.
I miei familiari erano molto preoccupati.
Mio padre mi diceva che se dovevo essere triste, che perlomeno lo fossi nella mia terra, con la mia famiglia che non mi avrebbe mai voltato le spalle.
Un giorno ho avuto una brutta litigata con Arianna e ho deciso di tornare a casa.
Ho contattato Omar Sivori, all'epoca a Milano, gli ho raccontato tutto e lui mi ha pagato il volo di ritorno e qualche giorno in albergo mentre aspettavo e poi mi ha anche accompagnato alla Malpensa in macchina.
Sono volato nel gennaio 1993 in Argentina, con 27 anni e una vita tutta da riscrivere.



Gimnasia

Nel 1993, a 27 anni, sono tornato in Argentina, dove il mio grande amico ed ex compagno Carlos Ramacciotti, mi ha dato un'altra possibilita' di allenarmi con il Gymnasia de La Plata, per la stagione 1993 94, ma in seguito all'ennesimo infortunio al ginocchio ho deciso di ritirarmi davvero con il calcio.
Non ho giocato nemmeno un minuto con il Gimnasia che quell'anno vinse anche la Coppa del Centenario.



La nuova vita dopo il calcio

Conobbi nel settembre 1993 la mia attuale moglie, rosarina come me Ci sposammo nel 1999 dopo 6 bellissimi anni di fidanzamento.
Per i primissimi anni in Argentina mi sentivo ancora con qualche amico di Viterbo, ma non legati al calcio, bensi gente comune.
Dopo quello che mi e' successo ho preferito lasciare tutto quello che aveva a che fare con il calcio, purtroppo anche alcune persone, anche se oggi qualche contatto l'ho recuperato.
Dal 1996 sono parte di un'impresa che si occupa di assistenza medica, guidando l'ambulanza.
Mi piace tantissimo l'aver contribuito a salvare tante vite.
Ora mi mancano 6 anni alla pensione e vivo molto tranquillamente.
La mia famiglia e' stata la mia salvezza e lo dico sempre con un orgoglio estremo.



Che tipo di giocatore era Victor D'Agostino?

Sono alto 1,75 e la mia caratteristica principale era la velocita', accompagnata da un buon controllo di palla.
Era un'ala destra per il calcio dell'epoca, poi a Catania mi hanno fatto fare l'esterno destra d'attacco.



Oggi giochi ancora a pallone con gli amici?

Dopo il gravissimo infortunio nel ritorno a Viterbo, curato anche molto male, ho preferito non fidarmi.
Anche quando mi sono allenato con il Gimnasia de La Plata accusavo dei piccoli dolori e a 60 anni tengo molto alla mia mobilita' completa, senza voler correre rischi, nonostante dopo la carriera mi hanno saputo ridurre la calcificazione del muscolo, da 15 a 5 cm.



Come va il tuo diabete oggi?

Ho sempre accettato la malattia con dignita', anche se mi ha portato ad abbandonare il mio grande sogno e l'ho sempre presa con grande serieta' perche' amo la vita.
Ancora oggi mi faccio le iniezioni di insulina.
Le cose sono molto migliorate e l'insulina di oggi e' di miglior qualita' e non deve restare piu necessariamente al freddo.



Hai guadagnato bene in italia? Ti sei portato dei risparmi in Argentina?

Naturalmente non guadagnavamo i soldi di oggi, ma comunque, complice l'ottimo cambio tra lira italiana e pesos argentino mi sono portato a casa una piccola fortuna.
Ho comprato un automobile a mio padre e ho aperto un piccolo supermercato a mia zia e mia madre e mi sono comprato anche io una macchina e la mia attuale casa.



Ogni tanto racconti che hai giocato nella Juventus alle persone?

La cosa mi rende orgogliosissimo, ma sinceramente non mi succede spesso di raccontarlo.



Prima di finire... ci hai anticipato che ami Messi per un motivo speciale extracalcistico che ci avresti raccontato...

Ah giusto!
Qualche anno fa la mia seconda figlia ebbe un grave incidente automobilistico.
La ricoverammo d'urgenza nell'ospedale infantile Victor J Vilela (uno dei migliori del sudamerica) e il primario mi disse senza giri di parole che senza i macchinari installati dalla Fundacion Messi sarebbe morta.
Non c'e' nemmeno bisogno di dire l'infinita gratitudine che io e mia moglie abbiamo verso il nostro concittadino Leo Messi, cresciuto come me nelle giovanili del Newell's.
Confido nella tua promessa Emanuele di far arrivare questo messaggio a Leo attraverso i tuoi contatti nel mondo del calcio.

Victor ci manda i saluti lasciandoci una foto bellissima dell'amichevole di Venezia, completamente inedita e fatta fare da un dirigente con la sua (di Victor) camera usa e getta e mostrandoci la maglia che gli regalo' Massimo Mauro dopo la partita di Venezia.
Da parte mia tantissima stima per la forza e la dignita' di andare avanti nonostante tutto e la promessa di recuperargli tutti i contatti di vecchi amici italiani di cui ha bisogno, oltre all'enorme goduria di far ritornare in superficie un altro capitolo inedito di quella che e' la storia incredibile della FC JUVENTUS.
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