 Tutte le partite ufficiali della stagione |
G. |
Pti |
Vit |
Par |
Sco |
Fat |
Sub |
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23 |
44 |
12 |
8 |
3 |
37 |
20 |
C |
19 |
30 |
7 |
9 |
3 |
26 |
20 |
F |
1 |
0 |
0 |
0 |
1 |
1 |
2 |
N |
43 |
74 |
19 |
17 |
7 |
64 |
42 |
T |
 La Juventus dal 1900 ad oggi |
Gare ufficiali |
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Serie A |
4.606 |
Giocate |
3.106 |
2.519 (54,69%) |
Vittorie |
1.707 (54,96%) |
1.182 (25,66%) |
Pareggi |
843 (27,14%) |
905 (19,65%) |
Sconfitte |
556 (17,90%) |
8.230 |
Fatti |
5.403 |
4.489 |
Subiti |
2.931 |
C. Europee |
|
Era 3 pti (uff.) |
518 |
Giocate |
1.584 |
283 (54,63%) |
Vittorie |
938 (59,22%) |
115 (22,20%) |
Pareggi |
379 (23,93%) |
120 (23,17%) |
Sconfitte |
267 (16,86%) |
876 |
Fatti |
2.773 |
478 |
Subiti |
1.408 |
Tutti i numeri della Juventus |
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Pubblicato il 10.05.2010
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Gilberto Noletti
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di Bidescu
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Chissà quanti si ricorderanno di questo difensore che Amaral converte sin dall’inizio al suo 4-2-4 di tutto stile brasiliano ??? Al profano il modulo richiama prima di tutto confusione di numeri e di ruoli, a qualche tecnico pure, ma la Juventus formato sudamericano per un bel po’ è accattivata dalle trovate esotiche del suo trainer e la concorrenza guarda con curiosità, ma anche con una certa dose di rispetto, questa squadra che ha i centromediani interscambiabili ed il terzino sinistro con il numero sei, Noletti il più delle volte. Manco a farlo apposta, l’ex milanista interpreta il ruolo come il suo allenatore desidera, vale a dire con grinta ma anche con fantasia, sapendo adattarsi al rivoluzionario marcamento a zona, che per i teorici del catenaccio ad oltranza rappresenta una specie di pugno nello stomaco. Quattordici presenze totalizzerà alla fine di quel torneo atipico come le trovate di Amaral. L’esordio in bianconero è dei più felici; la squadra va a gonfie vele dopo un brutto inizio, Inter e Bologna dividono con la Juventus il primato in classifica. Il 25 novembre 1962, al “Cibali” di Catania, i rossoazzurri etnei sono travolti dalla Juventus, nonostante la giornata negativa di Del Sol; finisce 5 a 1 e Noletti ha avuto una parte considerevole nel successo, giocando con disciplina e senso tattico encomiabile. La conferma arriva quindici giorni più tardi, sempre in Sicilia; la Juventus non vince solo perché l’arbitro concede ai rosanero un goal che Borjesson ha segnato in evidente fuorigioco. Stavolta, a fianco di Noletti, gioca un altro ragazzo di belle speranze, Sacco Giovanni si chiama e ne risentiremo parlare, anche se non sempre bene. La brutta giornata di “San Siro” (0 a 1 con i nerazzurri, primo passo falso di rilievo nella lotta per il titolo) non è positiva per Noletti che perde nettamente il duello con Jair, giocatore inafferrabile dal dribbling assurdamente sghembo. A lottare a certi livelli si finisce inevitabilmente per andare incontro a qualche figuraccia, ma Noletti, che non è certamente un fenomeno, ma neppure brocco, limita al minimo i danni, sicché non si segnala al nuovo C.T. della Nazionale Fabbri, ma neppure demerita il posto in squadra, nonostante la concorrenza. Gli nuoce, forse, il fatto di essere alla Juventus soltanto a titolo di prestito per un anno; così, quando si approssima la fine della stagione e lo scudetto è ormai all’Inter, gli capita di dover cedere il posto a qualche giovane del vivaio, da provare in vista di eventuali lanci. Comunque, il commiato dai tifosi juventini è uguale al debutto coronato, in altre parole, da una prestazione più che buona nella vittoriosa partita casalinga contro il Vicenza (2 a 0). Di lui si tornerà a parlare e bene, a dire il vero, in rossonero, anche se non fu molto fortunato; infatti, schierato titolare nel Milan, subì una serie di gravi infortuni, ultimo fra tutti la rottura dei tendini che, mal curati, a soli 25 anni gli spezzarono la carriera ad alti livelli, non solo nel Milan ma anche in Nazionale.
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